Scegliere la penna giusta

Una scrivania in legno massiccio, una boccettina di inchiostro che riflette la luce dei suoi colori e una penna d’oca che scorre su un foglio tracciando lettere grazie al pennino intriso: una romantica immagine di altri tempi.
Le penne per scrivere, subiscono un rivoluzionario cambiamento già nel 1888, quando venne rilasciato il primo brevetto per una penna a sfera.
La grande diffusione della penna a sfera, però, si raggiunge solo dagli anni quaranta del 1900.
Anche la RAF, l’avviazione inglese, venne munita di penna a sfera grazie alla sua praticità.

Oggi giorno possiamo scegliere tre diverse tipologie di penne da scrivere: penna stilografica, penna a sfera, penna a roller.
La penna stilografica, altro non è, che l’evoluzione dell’antica penna d’oca: l’innovazione fu quella di dotare la penna di una piccola capsula d’inchiostro che la rendeva comodamente trasportabile e utilizzabile anche lontano dalla propria scrivania.
Le prime notizie di una penna con serbatoio, in realtà, risalgono al X secolo.
Anche Leonardo da Vinci, trovando poco pratica la penna d’oca, ha ideato (o almeno disegnato) una penna con pennino e serbatoio incorporato.
La storia, comunque, la vede prodotta per la prima volta, con brevetto depositato, nel 1780.
L’eleganza della penna stilografica è intramontabile e insostituibile: se ne trovano di diversi tipi e prezzi; oggi cadute un po’ in disuso, restano un oggetto ammirato e amato da chi la vive come simbolo o chi ama la scrittura.
La penna a sfera, invece, trova nella sua semplicità e comodità, la leva che l’ha fatta diventare la più diffusa al mondo: nata grazie ad una grande intuizione di un giornalista ungherese e dall’aiuto di suo fratello chimico.
Un serbatoio, sigillato da un lato con una punta munita di sfera in metallo, viene riempito con un inchiostro molto viscoso. La sfera, a contatto con la carta, inizia ad emettere l’inchiostro a pressione controllata.
Le penne a sfera hanno un buon funzionamento e se non cadono di punta, rovinando la sfera, scrivono fino all’ultima goccia di inchiostro.

Le penne da scrivere, dopo la biro che ha invaso i mercati, hanno trovato un miglioramento, nella penna a roller o rollerball. Parliamo sempre di una punta fornita di sfera di acciaio, ma l’inchiostro contenuto nel serbatoio (in genere in alluminio) è a base d’acqua, quindi molto più fluido di quello contenuto nella penna a sfera.
Il segno tracciato è molto più simile a quello della stilografica, in particolare se si usano quelle a gel: da tener presente che, proprio per il suo tipo di inchiostro, è più facile lascino sbavature.
Inoltre, proprio come la penna stilografica, se non si chiude bene può rilasciare il suo contenuto e macchiare irrimediabilmente tutto quello con cui vengono in contatto.
L’inchiostro ad acqua si consuma più velocemente.
La prima rollerball è stata immessa sul mercato da una ditta giapponese nel 1963.