Le interessanti evoluzioni della penna

Da quando l’uomo ha iniziato a mettere “nero su bianco” i propri pensieri, la penna ha subito molte trasformazioni.
Se i Sumeri che usavano cannucce appuntite per incidere l’argilla e gli Egizi le stesse cannucce intinte in sostanze vegetali, passando attraverso le penne d’oca e i pennini si è giunti alle penne dei giorni nostri, disponibili in varie tipologie e che possono accontentare proprio tutti, dall’alunno delle scuole elementari al professionista affermato che dimostra il suo status anche attraverso una penna.
Fino ai primi anni cinquanta nelle scuole si utilizzavano le cannucce con pennino e calamaio, con le conseguenti, nefaste macchie di inchiostro su fogli e vestiti.
Le penne stilografiche erano infatti oggetti preziosi ed importanti che non potevano e dovevano essere affidati ai bambini.
Questo tipo di penna, che ha i suoi precursori già nell’Egitto del X secolo e un suo prototipo risalente a Leonardo Da Vinci (che sembra averla usata per scrivere i suoi Codici) si è sviluppato a partire dalla fine del Settecento, con i primi brevetti registrati in Francia nel 1809. Dai modelli a serbatoio, più o meno complessi, a quelli dove l’inchiostro veniva aspirato all’interno della penna per poi essere rilasciato scrivendo (la Pelikan ideò nel 1929 il sistema a stantuffo, che ebbe un enorme successo) si arrivò alle penne con cartuccia di inchiostro da inserire all’interno della penna stessa, quelle che utilizziamo ancora adesso.
La penna “classica” è la penna a sfera, detta Biro dal suo inventore, il giornalista ungherese naturalizzato argentino László József Bíró, che nei primi anni 30 cercò una soluzione al problema delle macchie di inchiostro tipiche delle penne stilografiche.
Prodotto all’inizio della sua storia elitario perché costoso, la penna biro divenne popolare grazie all’intervento di Marcel Bich, che la produsse a livello industriale mettendola sul mercato a prezzi molto contenuti.
Da quel momento in poi, la penna biro ha spopolato ovunque, grazie alla sua praticità e ai vari modelli immessi sul mercato. Le penne contemporanee offrono inchiostri cancellabili (termosensibili) che diventano permanenti solo in un secondo tempo, per la gioia degli studenti che possono sbagliare e correggere senza gli antiestetici segni di gomma e buchi da sfregamento.