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  • Elisabetta 4:31 pm il September 5, 2015 Permalink |  

    La penna biro 


    La penna biro da noi arriva appena negli anni 40 e prima tutti scrivevano con la classica stilografica che faceva una bella calligrafia. Un tempo infatti la biro era quasi considerata una penna di serie b per il suo tratto non elegante e perchè costava anche poco.

    La biro è una penna a sfera , che ha sulla punta, non un pennino ma una piccola pallina, che passa atraverso un inchiostro più viscoso di quello delle classiche stilografiche, o dei calamai che erano usati una volta a scuola. Era già negli anni 40 simile a quella che usiamo noi oggi, e offriva tanti vantaggi quali il costo nettamente inferiore a quello delle stilografiche, l’evitare le macchie di inchiostro su fogli e vestiti, che regolarmente invece spuntavano con l’uso dei pennini e dei calamai, e poi la fluidità della scrittura senza sbavature. Proprio questa caratteristica è una delle spiegazioni per cui una volta le maestre non la amavano tanto infatti creavano una scrittura troppo “facile” che non impegnava il bambino a formare lentamente le lettere una per volta e induceva a non imparare a scrivere bene.

    Il basso costo di questa penna allora come oggi era dovuto ai materiali usati per produrla: negli anni Cinquanta la biro era nella fatta con plastiche di scarso pregio mentre le stilografiche erano di bachelite e metallo senza parlare poi di quelle in oro o argento usate sopratutto per fare regali importanti.

    Questo costo dipendeva dal fatto che aveva una fabbricazione su scala industriale, che permetteva anche di produrre biro che costava pochi centesimi di franco.

    Una delle ditte più famose di penne biro era già allora la BIC, un marchio molto famoso inventato dal barone Marcel Bich, che aveva comprato il brevetto dall’inventore, l’ungherese Laszlo Biro.

    Questi era l’inventore della biro, era un giornalista e vedendo una biglia che cadeva sul catrame e lasciava una scia lungo la strada aveva avuto l’intuizione di un modo di scrivere più aumtoatico e veloce di quello tradizionale col pennino e l’inchiostro. Da li nacque la penna biro. Bich fece la scelta rivelatasi vincente di puntare sulla penna biro usa e getta più che su quella da ricaricare.

    Per l’azienda Bic il successo è stato da allora ininterrotto, fino nel 2005 a festeggiare i cento miliardi di penne vendute. Biro invece è morto povero, ma è suo il nome che è diventato oggi famoso e una parola di uso comune.

     
  • Elisabetta 4:30 pm il July 27, 2015 Permalink |  

    La penna dall’antichità 


    Fin dall’antichità l’uomo ha voluto lasciare una traccia del suo passaggio anche con disegni e scritte ovviamente usando sistemi e tecniche differenti nel tempo. La prima penna della storia di cui abbiamo testimonianza fu una semplice cannuccia vuota fatta di materiale vegetale con la punta sottile sulla quale veniva intinta una sostanza scrivente che solitamente era una sostanza gommosa mescolata a polvere di carbone o altre sostanze vegetali,e risale agli antichi scribi egizi che potevano così tracciare complicati geroglifici sui rotoli di papiro. Lo scriba infatti era a quel tempo una posizione sociale di persone che lavoravano espressamente su quello ed erano adetti alla scrittura che non era privilegio di molti. Per evitare lo spreco della pergamena,che era costosa, poi coi romani quando la scuola fu diffusa capillarmente , gli scolari romani scrivevano con uno stilo appuntito su delle tavolette di legno che venivano spalmate di cera. Faceavano spesso lunghi esercizi di scrittura che però poi potevano essere cancellati cambiando la cera della tavoletta,che era in pratica come una piccola lavagna portatile.

    Dopo l’anno mille invece la cultura subì un arresto e gli unici centri dove si poteva diffondere rimasero i palazzi e i monasteri. Qui si scriveva su carta pergamena e molto famosi sono i monaci amanuensi che erano soliti scrivere a mano libri e figure sulla pergamena e stavano anche anni per svolgere il loro lavoro con penne ricavate dalle penne d’oca, da cui il loro nome.

    Poi più tardi si iniziò anche a scrivere su carta ricavata da stracci e con una penna d’oca, che era appuntita ad arte: all’estremità della penna veniva praticato un piccolo taglietto per farci scorrere l’inchiostro meglio e in modo regolare.

    Nell’Ottocento la penna subì una trasformazione si scriveva invece con delle cannucce di legno alla cui estremità c’erano dei pennini di acciaio fabbricati a mano,che però erano costosissimi. Poi nel 1820 degli inglesi idearono una macchina capace di fabbricare i pennini di metallo, e allora il loro prezzo divenne accessibile e più alla portata di tutti.

    Con l’avvento della scuola dell’obbligo le penne ed i pennini di forme differenti, e l’inchiostro, si diffusero rapidamente e gli scolari di tutta Europa li poterono facilmente utilizzare fino a qualche decennio fa.

    Verso la fine del 1800 comparvero le prime penne stilografiche che ebbero grande successo perchè facili da maneggare e usare.

    Le penne stilografiche oggi sono oggetti che richiedono attenzione e cura nello scrivere e oggi sono state declassate dalle moderne biro con cui si scrive con maggiore facilità come con le penne a sfera o i pennarelli.

     
  • Elisabetta 11:13 am il February 19, 2015 Permalink |  

    La penna a biro: il mezzo per le proprie idee 


    La penna è l’emblema che rappresenta le proprie idee, in ambito lavorativo, artistico, sentimentale, passionale, ecc. La penna è un oggetto immancabile in qualsiasi luogo, in casa come in ufficio, in un centro commerciale come in un edificio pubblico, proprio perché è uno strumento indispensabile, per prendere appunti, firmare contratti ma anche dar vita a concetti, idee, pensieri, scritti, poesie e canzoni.

    La penna a biro, quella oggigiorno più utilizzata, è nata agli inizi del XIX secolo e da allora ha conquistato praticamente tutti. Grazie alla sua semplicità di utilizzo e di maneggiabilità, è uno strumento indispensabile per compiere qualsiasi tipologia di azione, da tutti i lavori che si svolgono in un ufficio, sino a quando bisogna prendere qualche appunto lampo; senza contare che la penna a biro è stato lo strumento con cui si è imparata la scrittura, poiché proprio con essa, tutti quanti, hanno appreso la giusta scrittura attraverso lunghe ore di ortografia, dettati e compiti a scuola.

    La penna a biro è anche il mezzo che si utilizza per dar vita ai propri pensieri e alle proprie idee, scrittori, poeti e cantanti, difficilmente iniziano a scrivere utilizzando un computer o una macchina da scrivere, le bozze, i primi accenni di storia, i brani o semplicemente un verso, vengono scritti attraverso una penna a biro, l’oggetto più semplice da portare e usare in qualsiasi luogo, tanto per scrivere basta qualsiasi pezzo di carta, anche un tovagliolo o uno scontrino. E’ proprio la penna a biro che ha reso possibile tanti pensieri, tante idee e tanti sogni, lasciando semplici tratti su id un pezzo di carta.

    La qualità della penna a biro è oramai assodata, la sua impugnatura ergonomica (che cambia in base ai modelli) è resa la più comoda possibile, soprattutto in ambiti lavorativi di ufficio, dove il suo uso può divenire prolungato. Esistono numerose tipologie di colori di inchiostro per le penne a biro, in base al loro utilizzo (basti pensare alle unità, decine, centinaia e migliaia a scuola) ma anche, per dar una luce diversa agli utilizzatori, che potranno ricevere qualche nota di colore anche a un semplice augurio scritto a penna.

     
  • Elisabetta 2:14 pm il December 12, 2014 Permalink |  

    Le penne, strumenti per scrivere, disegnare, comunicare 


    Fin dall’antichità l’uomo ha lasciato tracce della storia con tecniche e sistemi differenti. La prima penna con cui fu scritta la storia dell’umanità è stata una semplice cannuccia vuota, che tramite l’uso di alcune sostanze vegetali consentiva agli scribi egizi di tracciare i geroglifici sui rotoli di papiro. Per evitare lo spreco della carta pergamena, che era molto costosa, gli scolari romani iniziarono a scrivere su tavolette spalmate di cera incidendo con uno stilo appuntito. Dopo l’anno mille si cominciò a scrivere sulla pergamena e più tardi con una penna d’oca appuntita. Dopo la nascita del lapis, ovvero la matita, ecco la comparsa della penna vera e propria. Le penne sono quindi diventate lo strumento più usato quotidianamente, diventando presto qualcosa di indispensabile: nessuno di noi potrà infatti dire di non aver mai utilizzato una penna. La penna è nata dopo la matita ma non l’ha sostituita, infatti anche la matita è ancora molto utilizzata, con l’unico neo che è essenziale il temperamatite.
    La penna è nata per scrivere. Prima dell’avvento di tutte le attuali apparecchiature elettroniche, come pc, smartphone e tablet, la penna era lo strumento utilizzato da tutti coloro i quali dovevano redigere un documento o qualcosa di importante, una vera e propria miniera d’oro per chi aveva un negozio di vendita di penne. I primi colori a comparire sono stati il nero e il blu, ma con il tempo è comparsa la penna rossa, utilizzata per correggere i compiti scolastici, e successivamente anche quella verde. La penna a sfera è la conosciutissima penna BIC, che prende il nome dall’imprenditore Marcel Bich. Le penne a sfera sono state le prime penne biro (dal nome dell’inventore Lazslo Biro, dal quale Bich acquistò il brevetto) con la sfera. Ora sono diffuse ovunque a un costo davvero esiguo.
    Con il passare del tempo la penna non è più solamente un oggetto usato solo per scrivere, ma è diventata qualcosa di più creativo, alla moda: proprio per questo sono nate penne in tantissimi colori. Le penne si sono poi trasformate in pennarelli colorati e in evidenziatori, con diverse tipologie di punta, da quella più sottile a quella più corposa per disegnare o colorare. Grazie a tutti questi colori, le penne sono oggi anche un oggetto di design, che arreda le scrivanie e dà un tocco di colore agli uffici. Le numerose varianti di penna hanno portato anche a tipologie adatte a scrivere su diverse superfici, come la plastica, il legno e addirittura sui tessuti. Insomma, oggi l’utilità e le funzioni delle penne sono davvero variegate.

     
  • Elisabetta 9:54 am il November 5, 2014 Permalink |  

    Le interessanti evoluzioni della penna 


    Da quando l’uomo ha iniziato a mettere “nero su bianco” i propri pensieri, la penna ha subito molte trasformazioni.
    Se i Sumeri che usavano cannucce appuntite per incidere l’argilla e gli Egizi le stesse cannucce intinte in sostanze vegetali, passando attraverso le penne d’oca e i pennini si è giunti alle penne dei giorni nostri, disponibili in varie tipologie e che possono accontentare proprio tutti, dall’alunno delle scuole elementari al professionista affermato che dimostra il suo status anche attraverso una penna.
    Fino ai primi anni cinquanta nelle scuole si utilizzavano le cannucce con pennino e calamaio, con le conseguenti, nefaste macchie di inchiostro su fogli e vestiti.
    Le penne stilografiche erano infatti oggetti preziosi ed importanti che non potevano e dovevano essere affidati ai bambini.
    Questo tipo di penna, che ha i suoi precursori già nell’Egitto del X secolo e un suo prototipo risalente a Leonardo Da Vinci (che sembra averla usata per scrivere i suoi Codici) si è sviluppato a partire dalla fine del Settecento, con i primi brevetti registrati in Francia nel 1809. Dai modelli a serbatoio, più o meno complessi, a quelli dove l’inchiostro veniva aspirato all’interno della penna per poi essere rilasciato scrivendo (la Pelikan ideò nel 1929 il sistema a stantuffo, che ebbe un enorme successo) si arrivò alle penne con cartuccia di inchiostro da inserire all’interno della penna stessa, quelle che utilizziamo ancora adesso.
    La penna “classica” è la penna a sfera, detta Biro dal suo inventore, il giornalista ungherese naturalizzato argentino László József Bíró, che nei primi anni 30 cercò una soluzione al problema delle macchie di inchiostro tipiche delle penne stilografiche.
    Prodotto all’inizio della sua storia elitario perché costoso, la penna biro divenne popolare grazie all’intervento di Marcel Bich, che la produsse a livello industriale mettendola sul mercato a prezzi molto contenuti.
    Da quel momento in poi, la penna biro ha spopolato ovunque, grazie alla sua praticità e ai vari modelli immessi sul mercato. Le penne contemporanee offrono inchiostri cancellabili (termosensibili) che diventano permanenti solo in un secondo tempo, per la gioia degli studenti che possono sbagliare e correggere senza gli antiestetici segni di gomma e buchi da sfregamento.

     
  • Elisabetta 8:23 am il October 29, 2014 Permalink |  

    Essenziale o elegante, la penna giusta per scrivere con armonia 


    Che grande invenzione è stata la scrittura! Ne è trascorso di tempo da quando i Sumeri intorno al 2300 a. C. iniziarono ad incidere su delle tavolette di creta degli ideogrammi. È un ricordo legato a filmati in bianco e nero osservati in televisione l’uso del calamaio che vedeva studenti ed impiegati intenti ad intingere la piuma nel calamaio per munirsi della giusta quantità d’inchiostro. Oggigiorno il mercato mette a disposizione di chi scrive -per puro diletto o per necessità nello studio e sul lavoro- una grande varietà di penne in grado di soddisfare le più svariate esigenze, di gusto e anche di portafoglio.
    Come orientarsi tra una così vasta offerta di prodotti per la scrittura? Ecco alcuni semplici consigli per fare la scelta giusta! Indispensabili per ogni studente, essenziali in un ufficio o in un esercizio commerciale e perfette idee regalo sempre apprezzate, le penne presentano caratteristiche diverse a seconda del modello prescelto, ma sono oggi accomunate da alcune peculiarità: il design sempre ricercato anche nelle versioni più economiche e un’attenta progettazione per offrire all’utilizzatore un prodotto pratico da impugnare e confortevole durante la scrittura.
    Di costo molto contenuto, robuste e praticamente onnipresenti, le penne a sfera sono estremamente semplici da usare: l’unico accorgimento che è bene adottare è quello di esercitare una maggiore pressione sul foglio. Variante delle classiche biro sono le penne roller che contengono un inchiostro liquido a base acquosa o di gel: il tratto risulta continuo, preciso e scorrevolissimo. Le penne per mancini e quelle con inchiostro cancellabile e riscrivibile rispondono alle esigenze di chi richiede ad una penna le migliori performance. Da ultime, ma non certo ultime per importanza, le penne stilografiche sono strumenti di precisione consigliati a chi vede nella scrittura non un semplice gesto della routine quotidiana ma un’arte che richiede ausili costruiti con grande meticolosità e rifiniti con abilità artigianale.
    Scrivere significa mettere su carta i propri pensieri e cristallizzare delle emozioni: con la giusta penna sarà ancora più semplice dare libero sfogo alla propria fantasia!

     
  • Elisabetta 7:56 am il September 19, 2014 Permalink |  

    La penna: un’indispensabile strumento sulla nostra scrivania 


    Come scegliere e organizzare questi utili oggetti
    Sia che si lavori in ufficio, che ci si trovi in casa, avere una scrivania organizzata e funzionale è sempre molto importante. La scrivania può trovarsi ad ospitare diversi oggetti: un elemento indispensabile sono sicuramente le penne.
    Sono fondamentali per scrivere, ovviamente, ma non sono utilizzate tutte allo stesso scopo: alcune possono servirci per sottolineare, altre per scrivere abbozzi, altre per firmare, alcune hanno un colore particolare. Spesso le sottovalutiamo, ma saperle scegliere e mantenere è importante per svolgere un buon lavoro.
    Nell’antichità, leggere e scrivere era considerata una prerogativa di pochi. Con l’evoluzione tecnica, nuove modalità di scrittura si sono introdotte, e hanno reso possibile e accessibile la scrittura anche al grande pubblico.
    E così, in un arco di tempo relativamente breve, si è passati dal calamaio con la penna d’oca al pennino, il primo antenato della moderna penna per scrivere.
    A ragione quindi la moderna penna è considerata simbolo di una vera e propria rivoluzione culturale: finalmente poterne reperire una è un atto semplicissimo, il loro costo si è abbassato al minimo, e le utilizziamo nella nostra vita di tutti i giorni. Per l’uomo moderno, scrivere è una vera necessità, e la penna è lo strumento più comodo per soddisfarla.
    Esistono diversi tipi di penne, inventate per le diverse esigenze di ognuno, che ovviamente cambiano a seconda del lavoro e dell’età.
    Possiamo quindi acquistare penne ad inchiostro indelebile, sicuramente il tipo più utilizzato. Costruite di modo che sia ridotto al minimo il rischio di sbavatura, ve ne sono in commercio con inchiostri di diversi colori.
    In tutte le cartolerie e i negozi specializzati sono in vendita inoltre penne cancellabili, adatte sopratutto per i bambini; oppure ve ne sono di più esclusive, adatte per un regalo in occasioni importanti, come le stilografiche di grande marchio.
    Di qualsiasi tipo sia la penna che utilizziamo, spesso ne abbiamo più di una sulla nostra scrivania. Fondamentale è osservare qualche regola basilare per utilizzarle al meglio: quando si finisce di utilizzarle, coprirle con l’apposito cappuccio per evitare che l’inchiostro si secchi; mantenerle in ordine in appositi contenitori.

     
  • Elisabetta 9:19 am il September 5, 2014 Permalink |  

    10 regole per una postazione di lavoro perfetta 


    Secondo il Wall Street Journal, ogni anno ciascun impiegato ‘perde’ addirittura 6 settimane del suo tempo solo per la ricerca di documenti e fascicoli nel caos della propria scrivania che è più del tempo che sta in ferie! Questo è un vero problema a cui si può facilmente ovviare con alcune semplici regole :

    La prima cosa da fare è liberare la scrivania di tutto, lasciando solo computer e telefono. Il passo successivo consiste nel fare un elenco delle cose che ci sono e di quelle che realmente servono. Alla fine mettere sul piano di lavoro il minimo indispensabile, e posizionare comodi cassetti e raccoglitori con poche cose e bene ordinate per avere tutto subito sotto mano oppure inserire i fogli bucati con le rilegatrici in un quaderno ad anelli.
    Poi eliminare penne, matite, colori a tempera e tutto ciò che è di ingombro sul piano di lavoro e metterle in un cassetto e buttare quelle consumate e la cancelleria che non si usa come colori ad acquerello o pennarelli e via anche eventuali documenti dei quali basta conservare una copia elettronica .
    Ora si devono riorganizzare i propri possedimenti mettendo tutte le penne in un portapenne, suddividendo le carte nelle varie vaschette e raccogliendo chiavi, cellulare e oggetti personali in un’apposita scatola o svuota tasche da posizionare in un posto comodo e accessibile alla vista.

    Il successivo punto dice che si deve sistemare in modo funzionale il piano della scrivania, disponendo cose necessarie come telefono, computer, cancelleria e archivio cartaceo a portata di mano.

    Poi si deve far sparire dalla vista i componenti elettronici come la colonna del computer , il router, il modem che ingombrano il piano di lavoro e, di conseguenza, mettere a posto i fili, raccogliendoli in appositi passacavi sotto la scrivania.

    Poi mettere le proprie note in un’agenda dove scrivere gli appuntamenti e vari appunti di lavoro giorno per giorno in modo razionale per non restare senza sapere cosa fare e perdere tempo a ricordare.

    Infine, il passaggio numero dieci prevede di fare ordine prima di tornare a casa sul piano di lavoro in modo di avere la postazione di lavoro pronta per la giornata successiva.

     
  • Elisabetta 9:14 am il September 5, 2014 Permalink |  

    I migliori colori per colorare su tessuti 


    Oltre alle penne e colori per la scrivani ci sono anche i colori per i tessuti.
    Uno tra i divertimenti più grandi per i bambini è sicuramente quello di poter colorare, meglio ancora se si può fare su tessuti, realizzando la maglia dei propri sogni.

    In commercio vi sono veramente tantissimi marchi che propongono una selezione di colori, non tossici e adatti per dipingere anche sui tessuti. unio di questi è sicuramnte quello firmato da Faber Castell: il set venduto si compone di 5 tinte – il rosso, il nero, il giallo, il verde ed il blu – che si possono usare per disegnare, fissando in modo appropriato.

    In questo modo, si avrà tra le proprie mani una maglia originale e personalizzata e soprattutto si potrà utilizzare diverse volte, poiché i colori resistono e il capo si può lavare fino a 60 gradi in lavatrice senza problemi. Anche Giotto propone una scatola colori per tessuti: si tratta di , confezione che propone anche in questo caso le tinte per disegnare e colorare su cotone.

    Questi sono solo alcuni tra i marchi più famosi, ma potrete trovare tante altre proposte, ideali per accontentare l’anima artista dei vostri bambini e anche la vostra e dipingere senza problemi su vostri capi preferiti e creare idee personalizzate e originali.

     
  • Elisabetta 6:57 am il July 15, 2014 Permalink |  

    Pulire i materiali e i dipinti dopo la pittura 


    Quando si dipinge ad acquerello, ricordarsi alla fine che bisogna lavare accuratamente tutti i materiali e i pennelli molto bene con acqua per evitare i ristagni e che residui di colore si mescolino ai nuovi quando si ricomincia a dipingere e li rendano sporchi, quando vengono usati successivamente.

    Per evitare che i colori inoltre nella scatola si secchino eccessivamente, si può lasciare all’interno una spugnetta umida mentre se si utilizzano i tubetti mi raccomando di chiuderli bene.

    I pennelli si rovinano facilmente e vanno trattati con cura non sono come le penne pilot anche se anche queste devono essere chiuse bene altrimenti si seccano. Occorre lavarli con sapone neutro e conservarli con la punta in alto di modo che si asciughino bene e lasciarli all’aria e evitare che prendano una piega.

    Quindi meglio riformare alla fine dell’uso con la punta delle dita la punta del pennello prima di riporlo e mettere il cappuccio se c’è.
    Quando il dipinto è terminato si può finire con una vernice opaca per acquerello la quale ha il compito di proteggere i dipinti. Questo tipo di vernice, asciuga in poco tempo e si trova in commercio anche in confezione spray.

    Se si usa la confezione spray, spruzzarla ad una distanza di circa 30 cm dal dipinto e poca per evitare scolature e sempre per evitare scolature, mentre asciuga, il foglio deve essere tenuto in posizione orizzontale.
    Se necessario, dopo che la vernice è asciutta, si può ripetere l’operazione di verniciatura.

    Si può anche stendere col pennello ma bisogna fare molta attenzione, per evitare di rovinare il colore sottostante. A differenza delle penne roller il tocco del pennello lascia sbavature e bordi frastagliati e non è come le cartucce di inchiostro per stampante.
    Innanzitutto bisogna fare attenzione che il colore acquerello sia ben asciutto ed evitare di strofinare troppo il pennello durante la stesura.
    Cambiando colore bisogna lavare accuratamente il pennello e dato che il colore ad acquerello è molto liquido, non ha spessore e tende ad espandersi sul foglio, usare la punta di un tovagliolo di carta per assorbire il liquido in eccesso.

    Nella pittura ad acquerello è difficile correggere eventuali errori e sbavature ma, in ogni caso, potete provare ad asportare piccole parti di colore per fare le correzioni. Per schiarire o creare delle zone di luce, usare una spugnetta inumidita, avendo cura di eseguire l’operazione con delicatezza e poca insistenza per evitare di rovinare la superficie della carta.

    I dipinti ad acquerello, come tutti i dipinti, alla fine dell’opera vanno tenuti lontano da troppa luce e umidità per evitare che vengano rovinati.

     
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