La penna stilografica è un tipo di penna che mette insieme due accessori sempre utilizzati nel mondo della scrittura: il pennino e una cannetta d’inchiostro. Fino a prima della sua invenzione l’inchiostro era contenuto nel calamaio e il pennino era un accessorio a parte. Con la penna stilografica invece è l’inchiostro stesso a confluire automaticamente nel pennino grazie alla gravità. L’inchiostro all’interno della penna viene fornito attraverso delle cartucce apposito o attraverso un metodo di aspirazione che mette l’inchiostro all’interno di un piccolo contenitore interno alla penna, tutto questo avviene grazie a una specie di pompetta che permette il risucchio dell’inchiostro da un calamaio o simile. Tuttavia le penne stilografiche di ultima generazione utilizzano delle cartucce usa e getta che si avvitano sul pennino stesso.

Si pensa che la prima penna a serbatoio sia stata inventata nel decimo secolo dopo Cristo su richiesta del sultano dell’Egitto che voleva una penna che non macchiasse le mani d’inchiostro. Tuttavia è probabile che l’invenzione risalga a molti anni se non secoli prima, anche se nei libri di storia non ce n’è traccia. Lo stesso Leonardo da vinci, secondo gli ultimi scritti ritrovati, utilizzava una penna con serbatoio da lui stessa ideata e costruita. In Europa i primi tipi di penne stilografiche erano formate da due penne d’oca, una che faceva da contenitore dell’inchiostro, contenuta nell’altra penna d’oca che invece, fungeva da penna vera e propria (palese è il ricordo delle cartucce compatibili lexmark dell’età moderna). Fu un metodo molto utilizzato anche non ne è rimasta nessuna traccia. Inoltre le poco conosciute leggi della pressione dell’aria non aiutarono ad uno sviluppo veloce e duraturo della penna stilografica come la conosciamo noi oggi.

Per vedere una penna stilografica di stile moderno dobbiamo aspettare il 1780 quando venne sviluppato un prototipo fatto in bronzo e corno. Successivamente nel 1809 venne brevettato il progetto di una penna che, nel futuro, diverrà la moderna penna a sfera.Ritornando alle penne stilografiche, tra il 1820 e il 1850 ci furono vari brevetti a opera di governi e singoli imprenditori-scienziati che inventarono diversi tipi di penne stilografiche, ognuna diversa dalla precedente sia nel pennino che nel contenitore dell’inchiostro. Tuttavia una larga diffusione della penna stilografica l’abbiamo verso il 1860 quando ci furono tre invenzioni che svilupparono lo strumento, ovvero il pennino dorato, l’ebanite e l’inchiostro a flusso libero.

Tuttavia anche se le penne stilografiche cominciavano a farsi largo nelle case e negli uffici, non ci fu un vero e proprio boom perchè presentavano ancora molti problemi di collegamento dell’inchiostro tra il contenitore e il pennino. Questi problemi erano dovuti a svariati fattori, come la densità dell’inchiostro, la gravità, la capillarità, la temperatura e molto altro ancora. Da quella data in poi si cercò di sviluppare bene il collegamento tra contenitore dell’inchiostro e il pennino cercando di basarsi sulle leggi fisiche e sul tipo di inchiostro da utilizzare per fornire una scrittura il più possibile perfetta e qualitativa.

Agli inizi del ventesimo secolo era di moda utilizzare le pennette che si caricavano attraverso una pompetta o una levetta posta di lato. Bastava immergere il pennino in una boccetta d’inchiostro, utilizzare la levetta e automaticamente l’inchiostro veniva pompato all’interno del contenitore. Con lo sviluppo sempre più progressivo di questi accessori di scrittura, si tralasciò di utilizzare una pompetta per scegliere di passare a delle cartucce usa e getta o ricaricabili che erano molto più funzionali, semplici da installare e non c’era il rischio di sporcarsi, come per il cartridge toner nell’era moderna.