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  • Elisabetta 10:27 am il June 29, 2016 Permalink |  

    Storia della penna stilografica 

    La penna stilografica moderna deve le sue origini alla penna umile fatta dalla piuma della coda di un oca (almeno nella storia occidentale). La penna stilografica come lo conosciamo oggi è un pennino alimentato da un serbatoio d’inchiostro. A partire dal 1850 ci fu un costante aumento di brevetti di penne stilografiche e aumentò anche la produzione. Nel 1870 Duncan MacKinnon, un canadese che viveva a New York City, e Alonzo T. Cross di Providence, Rhode Island creò penne stilografiche con pennino tubolare cavo e un filo che fungeva da valvola. Oggi le penne stilografiche sono utilizzate principalmente per l’elaborazione e il disegno tecnico, ma nel decennio che inizia nel 1875, sono stati strumenti di scrittura molto popolare. È stato solo dopo tre invenzioni chiave, tuttavia, che la penna stilografica divenne uno strumento di scrittura molto popolare. Quelle invenzioni erano il pennino in iridio con la punta d’oro, la gomma dura, e l’inchiostro a flusso libero.

    La più vecchia penna stilografica che è sopravvissuta fino a oggi è stata progettata da un francese di nome M. Bion ed è datata 1702. La prima penna stilografica ad essere brevettata è quella di Lewis Edson Waterman nel 1884. La leggenda narra che Waterman, un quarantacinquenne venditore di assicurazioni , avesse un appuntamento molto importante per una polizza di assicurazione sostanziale. Sulla strada per la riunione, decise di acquistare una delle nuove penne stilografiche che erano venuti sul mercato. La sua polizza assicurativa fu accettata, ma quando Waterman gli porse la penna per firmare, la penna invece di scrivere macchiava, e quindi senza firma, nessun contratto. Ma questa è probabilmente solo speculazione pubblicitaria.

    Quello che è probabilmente vero è che Waterman sperimentò con penne difettosi e strumenti simili. Scoprì che il problema di fondo era l’azione capillare che si svolgeva nella penna. Con l’aiuto del fratello Elia, creò la sua prima penna stilografica e lo utilizzò solo lui fino a quando un cliente insistette per acquistarla. Dal momento che dovette farne un’altra, finì per crearne un vero e proprio business. Allo stesso modo, George Parker, ex insegnante di telegrafia nel Wisconsin, produsse una linea di penne stilografiche per aumentare il suo magro stipendio. Quando finì per trascorrere la maggior parte del suo tempo libero a riparare penne, decise di costruirne una migliore, cosa che fece, conseguendo il brevetto nel 1889. Acquisì altri brevetti attraverso l’acquisto, migliorando costantemente il suo prodotto. Alla fine, Parker divnne il più grande produttore di penna nel mondo.

    Nel 1907 l’ingegnere August Eberstein e il venditore Alfred Nehemias hanno segnato la nascita di uno dei più grandi marchi del lusso internazionale: Montblanc. L’ormai onnipresente penna stilografica nera con la stella bianca sul cappuccio ha dimostrato che non ha nessuna perdita quando è chiusa! Un problema per la maggior parte delle penne stilografiche di quel periodo. L’ispirazione per il nome e anche per la stella bianca è dato dal Monte Bianco, cima più alta d’Europa, con le sue cime innevate e sei ghiacciai. Forse lo sviluppo più significativo è venuto nel 1935, quando Montblanc, i cui clienti sono stati colpiti dall’inflazione e così riluttanti a spendere i loro soldi, ha dato una garanzia per tutta la vita sulla durata delle proprie penne. Un segno che era assolutamente convinto della qualità del loro strumento di scrittura.

     
  • Elisabetta 6:49 am il June 17, 2016 Permalink |  

    L’invenzione della penna a sfera 

    Il primo successo della penna a sfera avvenne nel 1945 quando una folla di più di 5000 persone si fiondò all’ingresso del negozio di Gimbels a New York. Il giorno prima Gimbels aveva comprato un’intera pagina del New York Times per promuovere la prima vendita di penne a sfera negli Stati Uniti. La penna veniva descritta come uno strumento miracoloso che poteva scrivere per due anni senza dover essere ricaricata. Nel primo giorno di vendita Gimbels esaurì completamente la sua scorta di 10’000 penne a 12,50 dollari l’una!

    In realtà questo prodotto non era affatto nuovo e non era nemmeno migliorato particolarmente negli ultimi dieci anni. Nel 1888 John Loud, un conciatore di pelli americano, inventò una penna con una sfera sull’estremità che utilizzava per scrivere sulle pelli. La brevettò ma non la produsse mai. Questo prototipo aveva comunque qualche problema con l’inchiostro, se ce n’era troppo esso colava, se ce n’era troppo poco invece la punta risultava troppo secca.

    La vera svolta avvenne circa 50 anni dopo in Ungheria, nel 1935, grazie ai fratelli Ladislas e Georg Biro. Ladislas aveva una grande inventiva, lavorava per un piccolo giornale ed era stanco di dover ricaricare continuamente il proprio pennino e di pulire le macchie d’inchiostro, inoltre spesso la punta affilata della sua penna stilografica bucava qualche pagina. Chiese così aiuto al fratello Georg, che era un chimico, per ideare nuovi design per una penna ed un nuovo inchiostro che creasse meno problemi. Un’ estate mentre passeggiavano sul lungo mare i due fratelli Biro incontrarono un anziano Augustine Justo, l’allora presidente dell’Argentina. Gli mostrarono la loro invenzione e lui gli propose di aprire una fabbrica in Argentina. Una volta lì i fratelli Biro trovarono molti investitori che volevano finanziare il loro progetto.

    Purtroppo il primo prodotto si rivelò un disastro, perché richiedeva l’azione della gravità per far si che l’inchiostro arrivasse alla sfera. Idearono così un sistema che si basava sulla capillarità, facendo diventare la sfera di metallo una spugna che poteva assorbire meglio l’inchiostro e garantire una scrittura migliore. Non fu comunque un vero successo e la loro fabbrica in Argentina fallì.

    Ci furono due notevoli miglioramenti apportati da altre due persone. Patrick J. Frawley comprò la ricetta chimica di Fran Seech e ideò una punta retrattile così da ridurre le macchie causate dalla sua sfera. Inoltre questo inchiostro era lavabile, ebbe quindi un enorme successo e nacque la Papermate.

    L’altro uomo che determinò il successo della penna a sfera fu Marcel Bich, un artigiano francese specializzato in astucci e porta penne. Bich era deluso dalla qualità delle penne a sfera che aveva visto e scioccato dal loro prezzo, ma credeva nel loro potenziale come prodotto. Si recò dai fratelli Biro e si accordò con loro per ottenere il permesso di usare le loro conoscenze, per due anni poi studiò tutte le penne a sfera esistenti al microscopio. Nel 1952 Bich era pronto ad introdurre un nuovo tipo di penna a sfera che non sporcava, scriveva in modo fluido ed era poco costosa, la chiamò “penna a sfera Bic”. Le penne Bic oggi sono molto utilizzate e sono anche chiamate penne Biro, a testimonianza dei loro primi inventori.

     
  • Elisabetta 11:54 am il February 29, 2016 Permalink |  

    La penna a sfera e la sua storia 

    Oggi chi vuole comprare una penna a sfera non ha che l’imbarazzo della scelta tra oggetti nei grandi magazzini , negli ipermercati, negli store di cancelleria anche online.

    questo tipo di penne oggi sono quelle più usate in assoluto e hanno rimpiazzato da tempo la penna stilografica che funzionava a inchiostro liquido.

    La penna a sfera, conosciuta anche come penna biro dal nome del suo inventore il giornalista Bíró, è uno strumento di scrittura che funziona rilasciando dell’ inchiostro che si trova in un serbatoio interno con l’azione di rotolamento di una piccola sfera metallica che si trova sulla punta e passata sulla carta da la linea di scrittura. La sfera è solitamente in ottone, acciaio o carburo di tungsteno.

    I prezzi delle penne biro inoltre sono molto convenienti ed è anche per questo oltre che per la facilità di scrittura che viene molto usata oggi.

    László Bíró era un giornalista ungherese, e sprecava una grande quantità di tempo a riempire le penne stilografiche con l’inchiostro e a pulire le macchie sulle pagine, e notò che gli inchiostri usati per la stampa di alcuni giornali asciugavano invece molto rapidamente,e lasciavano la carta asciutta e anche senza sbavature.

    Da questo decise di provare a creare una penna utilizzando questo inchiostro e con l’aiuto del fratello György, chimico, trovarono la formula per creare un inchiostro viscoso, da usare nella penna a sfera.

    In questo modo unendo questi due elementi creò la penna biro e il 15 giugno 1938 depositò il brevetto della sua penna.

    Da quella volta la penna biro divenne famosa in tutto il mondo e sopratutto per i prezzi delle penne biro molto inferiori a quelli delle penne stilografiche finora utilizzate.

    Queste infatti erano formate da un manico, da un pennino e serviva un barattolino di inchiostro nel quale veniva intinto il pennino per scrivere, ma tutto ciò era abbastanza costoso e inoltre spesso l’inchiostro liquido faceva delle macchie sul foglio che non si potevano cancellare col rischio di dovere riscrivere tutto daccapo perdendo anche molto tempo.

    Quindi la penna a sfera spopolò in tutto il mondo e ancora oggi viene apprezzata per le sue qualità e per i prezzi convenienti delle penne biro.

     
  • Elisabetta 7:02 pm il February 8, 2016 Permalink |  

    Penne: regalo, collezione, uso quotidiano 

    Sommersi in un mondo tecnologico e touchscreen , nell’arco della giornata, soprattutto in alcuni tipi di lavoro, capita sempre più spesso di non prendere in mano una penna e scrivere su dei fogli.

    Quando però si vuole scrivere una lettera o un biglietto ad una persona cara, si prende subito in mano un pezzo di carta e la penna più bella a disposizione e si inizia a scrivere.

    Scrivere a mano regala molte emozioni, si riesce a trasmette il proprio carattere, la propria vicinanza, il proprio calore. Si comunica il tratto personale e la soggettività.

    Un biglietto scritto a mano è unico e insostituibile, è più prezioso di biglietto formale scritto a computer a caratteri standard.

    Una penna risulta inoltre un regalo perfetto da fare per un compleanno, per un diploma, per una laurea, per un anniversario, per festeggiare un’occasione lavorativa importante.

    La stilografica regalata in una circostanza importante ricorderà sempre al festeggiato il traguardo, o il successo raggiunto, l’avvenimento significativo, evocando sempre ricordi belli.

    Le penne inoltre possono diventare oggetto da collezione.

    Infatti in questi ultimi anni sono molti i collezionisti e gli appassionati di penne: penne preziose, di grande qualità, ma anche penne semplici, comuni, quotidiane.

    Collezionare penne può nascere inizialmente da una semplice curiosità che si trasforma poi in apprezzamento e passione, oppure apparire come un colpo di fulmine.

    Una penna ha molto da raccontare. Non è quindi solo un semplice strumento per scrivere sulla carta.

    Se ne trovano un’infinità in giro, apparentemente tutte uguali, in realtà molto diverse nelle forme, nei materiali, nei colori, e soprattutto nella storia.

    Tra le penne di lusso, eleganti e sofisticate, sul mercato si trovano modelli pregiati realizzati con materiali preziosi, come oro e argento, e con pietre rare, a volte realizzati a mano.

    I prezzi di queste penne sono molto elevati. Non si tratta di oggetti prodotti in serie, disponibili in grandi numeri. Si tratta di penne disponibili in negozi specializzati e molto spesso sono pezzi unici o numerati. Molte volte portano anche la firma di grandi personaggi del design e della moda.

    Tra le penne più semplici, a prezzi più abbordabili, invece si possono trovare penne in plastica, in legno, con forme strane e fantasie varie.

    Sono disponibili in tutti i colori e in diversi modelli: penne a sfera o a gel con o senza scatto, con il corpo in gomma per rendere più semplice e comoda l’impugnatura e la scrittura, con la punta fine o più spessa, penne integrate con il calendario, con l’evidenziatore, con la luce, con la penna usb e molto altro ancora.

    Scegliere una penna semplice per gli usi quotidiani come scrivere a scuola, in casa o in ufficio dipende dalle esigenze di chi la utilizza. C’è chi preferisce la penna a sfera e chi la penna a scatto.

    Chi differenze ci sono?

    La prima presenta una forma allungata, generalmente di tipo esagonale e un cappuccio che protegge l’inchiostro. Presenta un rivestimento trasparente che permette di vedere l’inchiostro.

    Oltre alle classiche penne in plastica trasparenti, ci sono quelle con rivestimenti colorati, in gomma o in materiali pregiati.

    La seconda invece si contraddistingue per la praticità nell’apertura: è presente una molla, che se premuta fa scattare la punta verso l’esterno. Anche in questo caso la punta della penna è una sfera.

     
  • Elisabetta 9:36 am il January 12, 2016 Permalink |  

    Storia dell’evidenziatore 

    L’evidenziatore per eccellenza che è quello a marchio STABILO BOSS ha compiuto nel 2011 i suoi primi 40 anni. Oggi, se ne vendono 2 ogni secondo al mondo.

    L’evidenziatore STABILO BOSS nel 1996 raggiunge 1 miliardo di pezzi venduti, dal momento del suo lancio.

    L’evidenziatore venne in realtà prodotto per la prima volta dalla ditta Schwan-Stabilo che in origine aveva sede a Norimberga in Baviera e nasce nel 1855, come fabbrica di matite .

    Il suo nome era “Großberger e Kurz” . Nel 1880 la Schwanhäußer Fabrik è uno dei maggiori produttori di matite in Baviera che esporta in vari paesi .
    Nel 1906 alla Fiera nazionale di Norimberga espone una matita alta più di 30 metri, a festeggiare il suo successo nel mondo.

    Gustav A. Schwanhäußer è il primo titolare dell’azienda e nel 1908 muore, lasciando in eredità la ditta ai suoi due figli, Eduard e August che espandono i confini dell’ azienda.

    Nel 1930 si producono 3 linee diverse di matite : STABILO per i consumatori esigenti ; Othello, di uso più popolare ; Swano, matite nere non tossiche adatte per bambini e le prime matite ad acquerello.

    La Seconda Guerra Mondiale interrompe l’attività dell’azeinda e dopo la pace nel 1945, la fabbrica decve venire ricostruita da capo.
    Dopo la ricostruzione è pronta a ripartire e negli anni ’50 produce strumenti di scrittura a inchiostro.
    Nel 1956 nasce STABILO All, una matita che può scrivere su quasi tutte le superfici .
    L’azienda crea tanti prodotti innovativi fino a che produce il primo evidenziatore nel 1970 che inizialmente è una penna con la punta in feltro e inchiostro fluorescente e serve a dare risalto alle informazioni dei testi. Questo evidenziatore prende una forma migliore nel 1971 e si chiamerà STABILO BOSS.

    Da allora a oggi il mercato della Stabilo è sempre più in crescita .

     
  • Elisabetta 4:32 pm il October 5, 2015 Permalink |  

    Tanti modelli di penne, tanti prezzi diversi 

    I prezzi delle penne
    Le penne sono tra gli oggetti più utilizzati ogni giorno, anche oggi che il computer ha di molto diminuito la frequenza della parola scritta. In ogni caso a scuola, all’università, in ufficio e anche a casa chiunque continua a scrivere bigliettini, annotazioni, diari, appunti, utilizzando una grandissima varietà di penne di ogni tipo. Si trovano anche tantissimi negozi che si dedicano alla vendita penne, anche online. Vista la grande offerta di questi prodotti i prezzi delle penne possono essere i più vari, anche perché ne esistono di ogni tipologia pensabile.

    Penne di lusso
    I prezzi delle penne dipendono anche dalla tipologia di penna di cui si tratta: esistono stilografiche realizzate con materiali pregiati e preziosi, così come penne biro di design, progettate dai più famosi architetti del mondo. La vendita di penne appartenenti a queste tipologie in genere avviene in negozi specializzati, che si occupano prevalentemente di oggetti di pregio, pensati per professionisti che amano siglare progetti o documenti di vario tipo utilizzando penne eleganti e sofisticate. Le stilografiche di marca e le biro più costose si considera spesso anche come regali, per i momenti più importanti della vita, come alcuni sacramenti o la laurea o l’ottenimento di un posto di lavoro prestigioso. Anche ora che la maggior parte degli scritti viene stampata al computer, moltissime persone si trovano a dover utilizzare una penna lussuosa per firmare solo i documenti più importanti. I prezzi delle penne di lusso sono decisamente alti, anche perché si tratta a volte di pezzi unici o numerati, che necessitano di un’estrema cura durante la costruzione o di utilizzare metalli preziosi, come l’oro o l’argento. Oppure portano la firma di grandi personalità del design; ma chiaramente non si tratta di oggetti prodotti in serie in grandi numeri.

    Per per ogni giorno
    Nella vita quotidiana capita a tutti di utilizzare una penna per scrivere la lista della spesa, o un biglietto da lasciare in cucina per avvisare che si tarda, o ancora di firmare per la consegna di un pacco. La vendita di penne per l’utilizzo quotidiano è quella che sicuramente comprende il maggior numero di penne vendute ogni singolo giorno. I prezzi delle penne comuni, quelle che si trovano al supermercato, sono di solito contenuti, inferiori a 2-3 euro, perché si tratta di prodotti industriali di serie, costruiti in numeri incredibili e con materiali durevoli, ma poco costosi, come la plastica o la gomma. Anche per quanto riguarda le penne di uso comune esistono delle versioni particolarmente belle, o con una scrittura molto precisa o con forma ergonomica. In questi casi i prezzi delle penne possono aumentare, fino a raggiungere la decina di euro, o anche di più. Chiaramente la scelta di una penna piuttosto che di un’altra dipende solo ed esclusivamente dai gusti personali e dalla praticità di ogni singolo modello. Anche solo in un supermercato si trovano decine di diversi modelli di penne tra cui scegliere.

     
  • Elisabetta 8:56 am il October 5, 2015 Permalink |  

    Penne SOUVERÄN 600 PINK 

    SOUVERÄN 600 PINK è una nuova penna della Pelican, storico marchio di penne dedicata tutta al pubblico femminile, infatti è di misura media, di colore rosa fucsia e molto seducente

    Fa parte della serie 600 Pink Special Edition che ha comunque tutte le caratteristiche distintive delle Souveraen Pelikan: ovvero le parti in colore bianco panna sono create con resina di alta qualità, che prima viene tornita e poi lucidata per raggiungere la massima lucentezza per una splendida penna senza eguali.
    Il suo particolare e nuovissimo colore rosa è realizzato con una speciale produzione di un colorante detto acetato di cellulosa e lavorato con la massima cura creando bellissime e eleganti strisce verticali sul suo fusto.

    La clip e gli anellini che la formano invece sono placcati oro 24 carati.

    Questa penna stilografica ha pennino in oro bicolore a 14 carati e finiture in rodio, si trova nelle misure EF, F, M e B e funziona con caricamento a stantuffo.

    La scatola che la contiene per fare un regalo importante a chi si ama è del tutto diversa dalle solite scatole delle classiche penne Pelikan infatti è sempre grigia, ma offre una nuova e preziosa apertura a nastro, copiando un po’ lo stile Burlesque, quasi a ricordare i tipici corsetti femminili del passato e ritrovare tutta la sua femminilità che la contraddistingue e in caso di regalo cambia nettamente la personalità di questa penna preziosa per fare un bellissimo pensiero.

    La penna è disponibile a partire da settembre 2015 quindi è appena uscita in commercio e viene prodotta in quantità limitate.

     
  • Elisabetta 4:31 pm il September 5, 2015 Permalink |  

    La penna biro 

    la penna biro da noi arriva appena negli anni 40 e prima tutti scrivevano con la classica stilografica che faceva una bella calligrafia. Un tempo infatti la biro era quasi considerata una penna di serie b per il suo tratto non elegante e perchè costava anche poco.

    La biro è una penna a sfera , che ha sulla punta, non un pennino ma una piccola pallina, che passa atraverso un inchiostro più viscoso di quello delle classiche stilografiche, o dei calamai che erano usati una volta a scuola. Era già negli anni 40 simile a quella che usiamo noi oggi, e offriva tanti vantaggi quali il costo nettamente inferiore a quello delle stilografiche, l’evitare le macchie di inchiostro su fogli e vestiti, che regolarmente invece spuntavano con l’uso dei pennini e dei calamai, e poi la fluidità della scrittura senza sbavature. Proprio questa caratteristica è una delle spiegazioni per cui una volta le maestre non la amavano tanto infatti creavano una scrittura troppo “facile” che non impegnava il bambino a formare lentamente le lettere una per volta e induceva a non imparare a scrivere bene.

    Il basso costo di questa penna allora come oggi era dovuto ai materiali usati per produrla: negli anni Cinquanta la biro era nella fatta con plastiche di scarso pregio mentre le stilografiche erano di bachelite e metallo senza parlare poi di quelle in oro o argento usate sopratutto per fare regali importanti.

    Questo costo dipendeva dal fatto che aveva una fabbricazione su scala industriale, che permetteva anche di produrre biro che costava pochi centesimi di franco.

    Una delle ditte più famose di penne biro era già allora la BIC, un marchio molto famoso inventato dal barone Marcel Bich, che aveva comprato il brevetto dall’inventore, l’ungherese Laszlo Biro.

    Questi era l’inventore della biro, era un giornalista e vedendo una biglia che cadeva sul catrame e lasciava una scia lungo la strada aveva avuto l’intuizione di un modo di scrivere più aumtoatico e veloce di quello tradizionale col pennino e l’inchiostro. Da li nacque la penna biro. Bich fece la scelta rivelatasi vincente di puntare sulla penna biro usa e getta più che su quella da ricaricare.

    Per l’azienda Bic il successo è stato da allora ininterrotto, fino nel 2005 a festeggiare i cento miliardi di penne vendute. Biro invece è morto povero, ma è suo il nome che è diventato oggi famoso e una parola di uso comune.

     
  • Elisabetta 4:30 pm il July 27, 2015 Permalink |  

    La penna dall’antichità 

    Fin dall’antichità l’uomo ha voluto lasciare una traccia del suo passaggio anche con disegni e scritte ovviamente usando sistemi e tecniche differenti nel tempo. La prima penna della storia di cui abbiamo testimonianza fu una semplice cannuccia vuota fatta di materiale vegetale con la punta sottile sulla quale veniva intinta una sostanza scrivente che solitamente era una sostanza gommosa mescolata a polvere di carbone o altre sostanze vegetali,e risale agli antichi scribi egizi che potevano così tracciare complicati geroglifici sui rotoli di papiro. Lo scriba infatti era a quel tempo una posizione sociale di persone che lavoravano espressamente su quello ed erano adetti alla scrittura che non era privilegio di molti. Per evitare lo spreco della pergamena,che era costosa, poi coi romani quando la scuola fu diffusa capillarmente , gli scolari romani scrivevano con uno stilo appuntito su delle tavolette di legno che venivano spalmate di cera. Faecavano spesso lunghi esercizi di scrittura che però poi potevano essere cancellati cambiando la cera della tavoletta,che era in pratica come una piccola lavagna portatile.

    Dopo l’anno mille invece la cultura subì un arresto e gli unici centri dove si poteva diffondere rimasero i palazzi e i monasteri. Qui si scriveva su carta pergamena e molto famosi sono i monaci amanuensi che erano soliti scrivere a mano libri e figure sulla pergamena e stavano anche anni per svolgere il loro lavoro con penne ricavate dalle penne d’oca, da cui il loro nome.

    Poi più tardi si iniziò anche a scrivere su carta ricavata da stracci e con una penna d’oca, che era appuntita ad arte: all’estremità della penna veniva praticato un piccolo taglietto per farci scorrere l’inchiostro meglio e in modo regolare.

    Nell’Ottocento la penna subì una trasformazion e si scriveva invece con delle cannucce di legno alla cui estremità c’erano dei pennini di acciaio fabbricati a mano,che però erano costosissimi. Poi nel 1820 degli inglesi idearono una macchina capace di fabbricare i pennini di metallo, e allora il loro prezzo divenne accessibile e più alla portata di tutti.

    Con l’avvento della scuola dell’obbligo le penne ed i pennini di forme differenti, e l’inchiostro, si diffusero rapidamente e gli scolari di tutta Europa li poterono facilmente utilizzare fino a qualche decennio fa.

    Verso la fine del 1800 comparvero le prime penne stilografiche che ebbero grande successo perchè facili da maneggare e usare.

    Le penne stilografiche oggi sono oggetti che richiedono attenzione e cura nello scrivere e oggi sono state declassate dalle moderne biro con cui si scrive con maggiore facilità come con le penne a sfera o i pennarelli.

     
  • Elisabetta 11:13 am il February 19, 2015 Permalink |  

    La penna a biro: il mezzo per le proprie idee 

    La penna è l’emblema che rappresenta le proprie idee, in ambito lavorativo, artistico, sentimentale, passionale, ecc. La penna è un oggetto immancabile in qualsiasi luogo, in casa come in ufficio, in un centro commerciale come in un edificio pubblico, proprio perché è uno strumento indispensabile, per prendere appunti, firmare contratti ma anche dar vita a concetti, idee, pensieri, scritti, poesie e canzoni.

    La penna a biro, quella oggigiorno più utilizzata, è nata agli inizi del XIX secolo e da allora ha conquistato praticamente tutti. Grazie alla sua semplicità di utilizzo e di maneggiabilità, è uno strumento indispensabile per compiere qualsiasi tipologia di azione, da tutti i lavori che si svolgono in un ufficio, sino a quando bisogna prendere qualche appunto lampo; senza contare che la penna a biro è stato lo strumento con cui si è imparata la scrittura, poiché proprio con essa, tutti quanti, hanno appreso la giusta scrittura attraverso lunghe ore di ortografia, dettati e compiti a scuola.

    La penna a biro è anche il mezzo che si utilizza per dar vita ai propri pensieri e alle proprie idee, scrittori, poeti e cantanti, difficilmente iniziano a scrivere utilizzando un computer o una macchina da scrivere, le bozze, i primi accenni di storia, i brani o semplicemente un verso, vengono scritti attraverso una penna a biro, l’oggetto più semplice da portare e usare in qualsiasi luogo, tanto per scrivere basta qualsiasi pezzo di carta, anche un tovagliolo o uno scontrino. E’ proprio la penna a biro che ha reso possibile tanti pensieri, tante idee e tanti sogni, lasciando semplici tratti su id un pezzo di carta.

    La qualità della penna a biro è oramai assodata, la sua impugnatura ergonomica (che cambia in base ai modelli) è resa la più comoda possibile, soprattutto in ambiti lavorativi di ufficio, dove il suo uso può divenire prolungato. Esistono numerose tipologie di colori di inchiostro per le penne a biro, in base al loro utilizzo (basti pensare alle unità, decine, centinaia e migliaia a scuola) ma anche, per dar una luce diversa agli utilizzatori, che potranno ricevere qualche nota di colore anche a un semplice augurio scritto a penna.

     
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